Toni quarant’anni, una moglie, Agata, e due figli, Rocco, di 8 anni e Elisa di quasi 10. Si è sposato a trent’anni, Toni, perchè a diciott’anni decise di entrare in Polizia e non era il caso di sposarsi, troppi trasferimenti e poi, in alcune situazioni, ha dormito negli alloggi della caserma, visto che continuiamo a chiamarla così… poi arrivò il trasferimento definitivo, per Palermo e ciò gli permise, finalmente, di sposarsi.
Lo incontriamo in uno dei tanti momenti quotidiani della sua vita, che si divide tra la vita familiare e l’attività in servizio. Vivremo con Agata, Toni e la loro famiglia un arco di tempo di qualche giorno e, saremo con loro l’ultima sera, quando apprenderanno dalla televisione, che Toni è morto, vittima di un attentato al magistrato che proteggeva.
la sentinella vuole raccontare una storia intima, familiare, eccezionale nella sua semplicità. Una famiglia in cui la morte è parte del gioco, ma non è elemento sufficiente per vivere drammaticamente ogni minuto della propria vita, tanto da trovarsi a viverla come evento inatteso.
la sentinella è la storia di un poliziotto, con i suoi ritardi sugli orari, indisponibilità per giorni, cambiamenti di programma all’ultimo minuto e con il peso della responsabilità professionale, ma anche civile e morale, del proprio ruolo: quello della sentinella, the guard.
Ma è anche la storia di una famiglia, con i suoi problemi quotidiani, con le sue tensioni ed il suo amore.
È la storia di un uomo spiato nella sua quotidiana eccezionalità della vita e delle aspettative. Queste, ormai tutte riversate sulla figlia e sul suo futuro, sono le aspettative dell’uomo comune, sacrificato dagli anni e dalle catene di montaggio, non solo reali ma anche metafora di una vita alienata, senza soluzione di continuità.
Però, il mondo gira e cosi anche la fortuna. Per la figlia Anna, si apre il cancello della fabbrica. Un lavoro temporaneo, ma pur sempre un lavoro. Un posto in prestito, ma pur sempre un lavoro. Lui, il padre, l’ha vissuta la fabbrica, e non è certo una bella condizione, però pensa che sia stata una gran fortuna, con la crisi che c’è. Poi, lui l’ha visto quel posto in cui lavora la figlia. Un bell’edificio, il guardiano all’ingresso con giacca e cravatta. Sembra tutto perfetto e sembra che nulla possa sporcare il bianco della sua camicia stirata. Nemmeno la morte di Anna. Anzi, anche questa è bianca.
Il film e i titoli di coda sono accompagnati da One says white, la colonna sonora. Scritta da Valeria Siragusa e Giacomo Tesauro, la canzone ripercorre il narrato nel film, ma, a raccontare la storia, questa volta è la voce di Anna.






